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La sentenza del TAR Lombardia che annulla il PGT di Segrate

By 04/03/2015No Comments

La sentenza del TAR pubblicata nei giorni scorsi ha bocciato e annullato integralmente il Piano di Governo del Territorio di Segrate e e gli atti e i provvedimenti da esso derivati, dando ragione ai cittadini che hanno proposto il ricorso ed ai loro rappresentanti politici, che, in Consiglio Comunale, con mozioni e questioni pregiudiziali e sospensive, hanno sollevato le medesime questioni, e che, a seguito delle loro iniziative in consiglio, sono stati ingiustamente trascinati dal Sindaco davanti al Giudice penale, con l’accusa di avere diffamato il Sindaco e l’Amministrazione tutta ( il giudizio è tuttora pendente).

La sentenza fa chiarezza e mette ordine su tre questioni:

Annullamento PGT Golfo Agricolo Segrate

Il Golfo Agricolo Segrate – ORA è SALVO!

1) Il Piano di Governo del Territorio.

La sentenza ha stabilito che le trasformazioni previste dal PGT di Segrate hanno comportato un consumo di suolo largamente eccedente rispetto a quanto consentito dal Piano Territoriale di Compatibilità Provinciale (PTCP), e che la Valutazione Ambientale Strategica è carente e svuotata della sua funzione di pianificazione strategica nel settore ambientale.

Il TAR Lombardia ha pertanto ritenuto illegittimo ed annullato l’intero PGT e tutti i provvedimenti da esso derivati, ed ha altresì dichiarato illegittima e caducato la delibera della Giunta Provinciale che decretava la compatibilità del PGT di Segrate con il PTCP della provincia..

 

2) Il Golfo Agricolo

Il ricorso al TAR è nato a seguito dell’enorme impegno e determinazione di un gruppo di cittadini che, dopo avere raccolto circa 3000 firme con la petizione “Salviamo il Golfo Agricolo” ed essersi dati una organizzazione nella forma di Comitato, convinti delle loro buone ragioni, vista la sordità della attuale Amministrazione, hanno deciso con coraggio, e autofinanziandosi, di andare fine in fondo, e hanno impugnato il PGT davanti al TAR Lombardia.

Con la sentenza, il TAR, anche con specifico riferimento all’area del Golfo Agricolo, censura la VAS, e la dichiara svuotata della sua funzione e del suo scopo, e quindi, carente, poiché essa Vas ha omesso di valutare effettivamente, anche alla luce dell’altissimo tasso di urbanizzazione già attualmente presente a Segrate, il “costo” ambientale delle trasformazioni di aree, in termini di esaurimento delle disponibilità di suolo agricolo nel territorio comunale, e non ha ponderato effettivamente le alternative praticabili.

Inoltre la sentenza ha chiarito, una volta per tutte, contrariamente a quanto è sempre andata affermando questa amministrazione, che il fatto che l’area non sia coltivata da oltre dieci anni non comporta il venire meno della destinazione agricola del suolo, che può essere ripristinata.

La sentenza afferma anche che non risultano realmente ponderate le sollecitazioni provenienti dalla cittadinanza, tra le quali figura la relazione tecnico-agronomica del prof. Marco Fabbri, depositata in sede di osservazioni al piano, che evidenzia le potenzialità agricole e ambientali dell’area del c.d. Golfo agricolo.

Il Golfo Agricolo, quindi, ad oggi è salvo, nella sua vocazione e funzione agricola.

Grazie, a tutti quelli che hanno dato il proprio contributo

3) La questione politica.

Con questa sentenza si è anche, nei fatti, affermata con forza la necessità, per il corretto funzionamento delle istituzioni, di un dibattito politico serio, dove il confronto tra l’Amminisrtazione e i rappresentanti dei cittadini deve avvenire in Consiglio Comunale, sulla base delle idee e della forza degli argomenti, senza che gli oppositori vengano intimiditi con atti di forza.

Alcuni consiglieri comunali, in sede di approvazione del PGT, avevano sollevato il problema, rivelatosi fondato -come confermato oggi dal TAR-, che nel PGT il consumo di suolo fosse eccedente rispetto a quanto consentito dal Piano Territoriale di Compatibilità Provinciale (PTCP), e avevano pertanto chiesto in prima battuta (con una questione pregiudiziale e una questione sospensiva proposte da Manuela Mongili, PD) che si sospendesse la discussione per rivedere in maniera più approfondita questi aspetti e verificarne la legittimità.

La questione non è stata discussa in consiglio comunale, perchè è stata bloccata da una pronunzia di inammissibilità del Dirigente Centrale del Comune, Laura Aldini, facente funzioni ad interim di segretario comunale (il posto di segretario comunale, in quel periodo, è rimasto vacante per diversi mesi), e il pgt è sttao approvato dalla maggiornaza.

Successivamente, prima della adozione del PGT, alcuni consiglieri comunali (Mongili PD, Carrieri PD, Micheli SN, Rosa SN, Ciapini IDV,) sottoscrivevano una una ulteriore iniziativa, una mozione, per richiamare l’attenzione dei Consiglieri comunali sulle possibili irregolarità del PGT, con lo scopo di responsabilizzarli ulteriormente prima del voto finale.

Anche di questa mozione è stata impedita la discussione in Consiglio Comunale, attraverso l’escamotage della dichiarata inammissibilità della stessa.

Quindi il Sindaco, per tagliare la testa al toro e tranquillizzare la propria maggioranza, ha trascinato i cinque consiglieri firmatari della mozione davanti al giudice penale, querelandoli per il loro operato con l’accusa di diffamazione ai danni del Sindaco e dell’Amministrazione, e poi ha utilizzato i giornali per rendere pubblica la querela, e sconfessare, aglin occhi dei cittadini e della opinione pubblica, i cinque consiglieri e il loro operato.

Successivamente il PGT veniva adottato; senza che mai, in consiglio comunale, avesse luogo alcuna discussione sulle questioni sollevate.

Di fatto,ora che il TAR ha chiarito che le questioni sono fondate e il PGT è illegittimo, risulta evidente che, con il regolare funzionamento della dialettica politica e istituzionale, sarebbe stato possibile discutere meglio, in Consiglio Comunale, dell’intero PGT, tenendo conto delle richieste dei cittadini, e forse, probabilmente, evitare alla Amministrazione di vedersi bocciare e annullare dal Tribunale amministrativo, lo strumento di pianificazione del territorio, con tutte le conseguenze che in futuro ne potrebbero scaturire.

La decisione del TAR è certamente una grande vittoria per i cittadini, la cui voce ha finalmente trovato ascolto, e che hanno visto riconosciute le loro buone ragioni.

Fatte queste premesse, la sentenza, se letta in chiave politica, porta ad affermare che, con il PGT -atto centrale e espressione fondamentale di questo quinquennio amministrativo- il Sindaco e la sua Amministrazione hanno fallito due volte.

La prima, perchè il Sindaco è rimasto sordo all’appello dei suoi cittadini, che, a ragione, chiedevano che il PGT si fondasse sul principio che il territorio è un bene comune, da tutelare e preservare con cura, pensando anche alle le future generazioni, e non uno strumento di speculazione.

La seconda volta, il Sindaco ha fallito quando ha tappato la bocca ai Consiglieri Comunali con una querela ingiusta, ed ha impedito, abusando della propria posizione, che la politica svolgesse il suo compito fisiologico di strumento di dialettica e confronto nell’interesse dei cittadini, obbligando, così, i consiglieri della propria maggioranza a approvare un PGT illegittimo e ad assumersene le relative responsabilità, ed obbligando i cittadini a rivolgersi alla magistratura amministrativa per vedere riconosciuti quei diritti che dovrebbero essere ampiamente garantiti da una amministrazione che opera correttamente.

Doppio bollino nero al Sindaco e alla sua maggioranza.

Manuela Mongili – Capogruppo PD in consiglio comunale.

PD Segrate